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Penon

450 - 700 M
La frazione di Penone, situata in modo spettacolare ad un’altitudine tra 450 e 700 m sul livello del mare, è caratterizzata da rinfrescanti venti discendenti serali. I vigneti in pendenza ...
Scoprire il Pinot Grigio PENÓNER
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Penon-Hofstatt

500 - 650 M
La frazione Hofstatt si trova sopra il paese di Cortaccia. Rinfrescanti venti discendenti serali comportano notevoli differenze di temperatura tra giorno e notte e creano un microclima ideale e ...
Scoprire il Pinot Bianco HOFSTATT
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Graun

800 - 900 M
Il pittoresco altopiano, che troneggia sulle pareti di roccia dolomitica sopra il centro del paese di Cortaccia, è una delle regioni vinicole più alte dell'Alto Adige. A causa ...
Scoprire il Müller Thurgau GRAUN
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Brenntal

220 - 300 M
Già nel nome stesso (“Brenntal” vuol dire “valle che brucia”) si intravede il clima di questa zona. La zona Brenntal si trova al di sotto della Strada del Vino a nord ...
Scoprire il Merlot Riserva BRENNTAL
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Penon-Kofl

450 - 600 M
Nell’area linguistica alpina, il nome “Kofl” designa una cima tondeggiante. La vicinanza dei vigneti in posizione ripida alla catena montuosa sovrastante fa sì che il sole ...
Scoprire il Sauvignon KOFL
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Mazon

350 - 450 M
La zona Mazon è una delle località di Pinot Nero più rinomate in Italia e si trova sul lato opposto della valle. Qui i nostri esigenti vitigni Pinot Nero crescono su conglomerato ...
Scoprire il Pinot Nero Riserva MAZON
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Glen

450 - 650 M
Non lontano dai vigneti di Mazon e più in alto, si trova la nostra altra zona per il Pinot Nero. Mentre il suolo delle due zone è simile, Glen offre un livello leggermente superiore di ...
Scoprire il Pinot Nero Riserva GLEN
Novità

Annata 2025: equilibrio, precisione e scelte mirate

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Annata 2025: equilibrio, precisione e scelte mirate

Dopo un 2024 complesso, il 2025 si è presentato come un’annata vinicola decisamente più equilibrata e nel complesso “tranquilla”. Eventi climatici estremi, fortunatamente, non si sono verificati: né gelate primaverili né grandinate estive hanno messo a dura prova i vigneti e i nostri soci. Una primavera mite con un germogliamento precoce e un’estate per lo più stabile hanno creato condizioni ideali sin dall’inizio, alimentando presto la speranza in un’annata promettente.

Un autunno impegnativo per i vini bianchi

Con queste premesse positive, siamo entrati in autunno con grandi aspettative. Fino ad agosto le uve si presentavano in ottimo stato: sane, equilibrate e con grande potenziale. Tra fine agosto e inizio settembre, però, le piogge ricorrenti hanno richiesto un’attenzione particolare, soprattutto per le varietà a bacca bianca. In particolare i vitigni della famiglia dei Pinot – e su tutti il Pinot Bianco nelle zone tra i 400 e i 600 metri – ci hanno posto di fronte a importanti sfide.

In questi casi, la scelta del momento della vendemmia è stata determinante: l’obiettivo era quello di raggiungere una perfetta maturazione fisiologica, evitando però di dover anticipare la raccolta a causa della pressione della botrite. Questo equilibrio ha richiesto grande attenzione in vigneto e un approccio estremamente mirato, variando a seconda della zona e dell’altitudine.
La mancanza di giornate pienamente soleggiate tra una pioggia e l’altra ha rallentato la maturazione soprattutto nelle zone più alte – dove pazienza e sangue freddo si sono rivelati fondamentali.

Molto positivi, invece, Chardonnay, Sauvignon e Gewürztraminer, che nonostante le condizioni variabili mostrano una grande tipicità e riflettono molto bene il loro terroir.

La Schiava è la grande protagonista

Una delle sorprese più piacevoli dell’annata è stata la Schiava, per la quale il 2025 può essere definito senza esitazione un grande anno. Le condizioni, sia estive che autunnali, sono state ottimali, portando a grappoli sani e ben maturi. Il nostro SONNTALER mostra una struttura decisa, frutto maturo e un’eccellente complessità al palato.

Anche il Pinot Nero ha mostrato un ulteriore miglioramento rispetto all’anno precedente: GLEN e MAZON si presentano più armonici, con frutto elegante, buona struttura e tannini morbidi.

Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Lagrein sono stati vendemmiati relativamente presto a causa delle difficoltà autunnali, ma hanno comunque raggiunto un buon grado di maturazione fenolica. Possiamo quindi aspettarci risultati molto interessanti anche per queste varietà – merito, ancora una volta, dell’impegno e della flessibilità dei nostri soci, che sono riusciti a dare il massimo anche in un autunno complesso.

Una vendemmia concentrata, tanti microclimi e il valore delle piccole realtà

La vendemmia è stata molto intensa e concentrata. È iniziata circa una settimana prima della media e ha richiesto uno sforzo costante fino a fine settembre: in molti casi, zone basse e alte e varietà bianche e rosse sono state raccolte in parallelo, mettendo alla prova il lavoro in cantina.

Anche quest’anno si è confermata la grande influenza delle diverse altitudini e dei microclimi sullo sviluppo delle uve: varietà come Schiava e Pinot Bianco, che tendono a maturare nello stesso periodo, hanno dato risultati molto diversi. Questa differenziazione è allo stesso tempo una sfida e una ricchezza, che incide profondamente sul carattere dei nostri vini.

In un’annata come il 2025, le nostre piccole strutture (in media 1 ettaro a socio) si è rivelata ancora una volta un grande vantaggio. La stretta collaborazione con i soci, la presenza costante in vigna e la cura personalizzata di ogni singola parcella sono stati elementi fondamentali per valorizzare al meglio il potenziale delle uve e garantire la qualità fino in cantina.

Conclusione: vini equilibrati, con struttura e complessità

Anche quest’anno i livelli alcolici sono rimasti moderati e ben bilanciati. Allo stesso tempo, i vini mostrano già ora una complessità superiore rispetto all’annata 2024. L’annata 2025 si distingue per una bella acidità, un ottimo equilibrio e una struttura ben definita.

 

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